Giornata della Memoria 2020

di Andrea Fiano

27 gennaio. 75 anni dalla liberazione del campo di sterminio di Auschwitz. 20 anni dalla celebrazione della Giornata della Memoria, approvata dal parlamento italiano e poi via via da tutti i paesi europei e infine anche dall’Onu.

Auschwitz

Che senso e che valore ha oggi la Giornata della Memoria? Il valore e il senso di questa ricorrenza sono molteplici e non sono certo tutti rivolti al passato. Dobbiamo sicuramente ricordare che questo – ovvero lo sterminio sistematico di milioni di ebrei, la persecuzione di altre minoranze e opposizioni politiche – è stato, chiederci e studiare come sia potuto accadere, ma anche vigilare perché questo non accada più – anche in modi e forme diverse – in altre parti del mondo, e con altri popoli o gruppi. L’esercizio non è retorico, perché il germe dell’intolleranza e della xenofobia è ancora presente e anzi sembra in crescita in tanti paesi, Italia e Usa compresi. La cronache di tutti i giorni mostrano un pericoloso ritorno degli episodi di razzismo e di antisemitismo, anche violenti. E soprattutto perché la tolleranza, il ricordo e la memoria non sono solo delle e per le vittime e le loro famiglie. Sono per tutti perché ricordare anche significa vigilare per questo non si ripeta più, e tenere d’occhio la nostra società. Ma anche, e forse soprattutto, perché non si ricordano solo le vittime e i sopravvissuti, ma si pensa al presente, alla nostra società. La libertà e la democrazia non sono beni che dobbiamo dare necessariamente per scontati.

 

Da figlio di un sopravvissuto allo stesso campo di Auschwitz non ho “bisogno” di una data specifica per ricordare, o per chiedermi come questo sia potuto accadere. È uno dei temi centrali della mia vita. Il fatto è che ricordare, anche nei dettagli, attraverso le testimonianze e le analisi spinge a riflettere sulle società e i paesi che dalla democrazia sono passate alla dittatura, dalla xenofobia diventata discriminazione razziale e poi anticamera della persecuzione. Degli ebrei in quanto tali, per i quali il progetto nazista era quello dello sterminio, ma anche di altri. Perseguitati, e deportati, furono anche gli zingari, i testimoni di Geova, gli omosessuali e tanti oppositori politici. E anche in Italia, dove le deportazioni degli ebrei partirono da Roma nell’ottobre del ’43, le leggi razziali erano del ’38. E la macchina della deportazione si nutrì anche di collaboratori, di spie, di delatori, di chi consegnò i vicini di casa ai tedeschi per incassare una taglia. E di chi, sul versante opposto, aiutò gli amici e i vicini rischiando la vita. Dei “giusti”.

In Italia i sopravvissuti ebrei ai campi di sterminio ancora in vita sono meno di 15 su oltre 8.000 deportati, e altrettanti i deportati politici ancora fra noi che sono passati per i campi di concentramento. Il mese scorso è mancato a Roma Piero Terracina, compagno di prigionia di mio padre, progressista e uomo mito. Mio padre, che ha quasi 95 anni, ha perso la memoria.Tocca alle generazioni successive prendere il testimone della Memoria, ricordare e vigilare. Non è un compito facile. Ma, a giudicare dai tempi, un obbligo morale. Per la nostra società e per noi stessi.

2 thoughts on “Giornata della Memoria 2020

  1. It is true, some trusted a system foreign to them, but the main lesson is extremism know’s no rational basis, so we must be better than the earlier generations for what we do will resonate through the ages and the universe…

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google photo

You are commenting using your Google account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s