Walter Veltroni al Circolo PD di New York

IMG_3697 La sera dello scorso 15 Aprile 2014, Walter Veltroni ha incontrato il Circolo PD di New York. Con lui abbiamo affrontato molte questioni di rilevanza politica Italiana ed Europea. Walter Veltroni, in visita a New York per la presentazione del suo film Quando c’era Berlinguer, ha condiviso con iscritti e simpatizzanti la sua passione per la missione politica, e la sua visione per una riforma profonda del modo di stare nella società come politico e cittadino.

Prendendo spunto dal suo ultimo libro E se noi domani, Walter Veltroni ha commentato i processi sociali e politici oggi in atto nel paese. Illustrando la sua idea di politica fatta “insieme”, ha presentato il quadro complessivo del sistema di valori riformisti che ha sostenuto la sua storia politica, la sua idea di leadership in quanto ex-segretario del Partito Democratico, e la sua azione di amministratore quando era sindaco di Roma.

Walter Veltroni ha riflettuto circa personaggi storici che hanno ispirato la sua comprensione della politica, come Enrico Berlinguer, o come Piero Calamandrei, che hanno sposato fino in fondo la responsabilità della rappresentanza parlamentare, al punto di riuscire a esprimere opinioni che in alcuni momenti erano “scomode da dire”. Veltroni ha raccontato la sua idea di leadership come sintesi della capacità di anticipare, di prevedere, di sfidare la cultura della propria comunità, per arrivare a elaborare come leader scenari d’innovazione, e portare poi di riflesso la collettività tutta a immaginare luoghi di progresso ancora da definire.

Veltroni durante il suo intervento ha sottolineato come l’Italia sempre di più oggi necessiti di una Democrazia intesa come bilanciamento tra una forte capacità di governo e una forte capacità di controllo, la prima incardinata nell’Esecutivo, la seconda nel Parlamento. Una democrazia forte quindi, in grado di decidere e di essere nel tempo delle nostre società veloci, questo per sottrare la Democrazia stessa al rischio di essere considerata un peso per la collettività, e offrirsi ai poteri coercitivi dei sistemi autoritari che potrebbero minare la vita democratica. Oggi si avverte come diffuso il bisogno di una democrazia veloce in grado di contrastare modelli di potere fondati sull’aberrazione della necessità di decisione, e sulla riduzione della complessità.

Veltroni dice, “chi ama la democrazia in senso compiuto […] deve farsi carico del problema del funzionamento, della velocità della democrazia, della trasparenza della democrazia, del potere della democrazia, perché una democrazia che non esercita la capacità di direzione della cosa pubblica, in un tempo complesso come quello in cui viviamo, rischia di entrare nella contraddizione tra società veloce e Democrazia lenta. Questo contrasto può determinare una specie di rigetto, come quello avvenuto dopo il fallimento dell’esperienza della Repubblica di Weimar e l’avvento del nazismo, portato al potere dal voto degli elettori”.IMG_3689

Come democratici, dice ancora Veltroni, “non dobbiamo avere paura di coltivare un’idea della Democrazia come strumento di decisione, perché se non lo facciamo, alla fine, la società genererà un bisogno di decisione senza Democrazia.” Questo bisogno di decisione senza Democrazia può alimentare il rischio dell’affermazione di posizioni politiche che, esacerbando il primato dell’individuo, promuovano progetti di società fondati su strategie che mirano ad arginare le paure circa le sfide del futuro, piuttosto che costruire partendo dalla speranza. Sono queste purtroppo le posizioni politiche che si stanno sempre di più affermando nell’odierna Europa, colpita da una pesante recessione economica e investita dal ritorno di progetti politici che prevedono una Democrazia sempre più debole.

Walter Veltroni, ha poi espresso l’importanza della politica come guida della comunità, intesa non come somma di “io, cani perduti senza collare”, ma come somma d’individui che, a diverso titolo, informano e formano la vita della comunità. Una somma d’individui che agiscono al di fuori della dialettica che nel Novecento ha opposto negativamente pubblico e privato, ma che si prefiggono di produrre nuove forme di partecipazione democratica finalizzate alla gestione e alla decisione pubblica. Dice Veltroni “non tutto deve fare lo Stato, non tutto possono fare i privati, perché in mezzo tra lo Stato e i privati c’è la responsabilizzazione civile, c’è il fatto di prendersi l’incarico delle cose, di avere uno Stato meno invasivo, più regolatore, più capace di suscitare forme di auto-organizzazione piuttosto che di gestione diretta”. Forme di auto-organizzazione che Veltroni ha cercato di individuare, promuovere e facilitare in qualità di Sindaco di Roma, come nel caso dell’assistenza alle persone non autosufficienti.

La società che immagina Walter Veltroni è una società che non deve essere più portata per mano, ma nemmeno lasciata all’iniziativa privata, e soprattutto una società organizzata. Una società che al suo centro abbia il cittadino moderno, ormai maturo civilmente per trasformarsi da spettatore passivo ad agente di opportunità, di crescita, di elaborazione di modelli sia di aggregazione per la collettività, sia di indirizzo per l’azione dello Stato. Abbiamo bisogno di ricostruire un’idea di Democrazia dal basso, in grado di cogliere e agire sui bisogni reali delle persone. E questo non si applica solo a livello della politica interna italiana, si applica anche alla politica Europea.

Veltroni sottolinea come ci sia oggi il “bisogno di creare gli Stati Uniti d’Europa, una realtà politica e sociale in cui i cittadini europei vi possano riconoscere un vantaggio e un’opportunità”. Quindi Europa non come limite o un severo giudice, ma spazio per la realizzazione degli individui. Più Europa vuol dire anche una revisione del bilanciamento tra gli Stati nazionali e dimensione europea, ad esempio, dice Veltroni, “è importante far sentire ai cittadini tedeschi come la Grecia sia un pezzo di se stessi, e non un problema”.

IMG_3693La politica deve tornare a essere luogo della discussione perché politica è creazione, contaminazione, alterazione del proprio pensiero, sempre azione condivisa, dialettica sviluppata da individui aperti al confronto. Il Partito Democratico che Veltroni ha in mente è allora una struttura aperta non “correntizzata”, ma penetrata nella società, dove ai circoli di quartiere si possono incontrare non solo gli attivisti, ma anche i rappresentati di quelle associazioni che a livello locale si battono su questioni molto concrete che interessano il territorio. Un partito quindi che sia un soggetto politico di massa, composto da individui che stanno insieme, una comunità di persone che però riconosce forme di rapporto con la politica che non necessariamente comportino un’adesione al partito identitaria, ma che invece prevedano la possibilità di creare incontri con un partito aperto e disponibile all’ascolto e all’azione. Una politica allora che si radichi dentro la vita e che smetta di essere esclusivamente concentrata nei meccanismi del potere interno.

Nell’idea di Partito Democratico di Walter Veltroni, diventano allora fondamentali i sindaci dei comuni Italiani. Questi possono oggi agire nel territorio intercettando le istanze dei cittadini e convogliarle nelle discussioni della dirigenza del partito, a tutti i suoi livelli, quello cittadino e provinciale, ma anche quello regionale e nazionale, riportando quindi l’attenzione alle questioni che arrivano dal basso.

Per queste ragioni l’Italia non può più reggere una struttura di forma Stato così complessa e così rallentata nell’elaborazione della decisione democratica, e per queste stesse ragioni, Walter Veltroni sposa le riforme che l’attuale governo sta promuovendo. La riforma della legge elettorale, la riforma della forma Stato e del rapporto tra Stato ed Enti locali sono riforme necessarie per Veltroni. Ma debbono però essere “giuste”, devono cioè essere bilanciate, fatte assieme. Sottolinea Walter Veltroni, “le regole del gioco si fissano tutti assieme. Non le può fissare l’uno per l’altro”, e quindi diventa importante coinvolgere la maggior parte possibile delle forze politiche presenti nell’arco parlamentare, anche quelle di opposizione. Perché solo così la Democrazia Italiana può diventare più forte e più garantita. Solo dando spazio alla spinta vitale che la politica sembra oggi aver abbracciato con che queste riforme, solo così questa spinta vitale esprimerà una vera stagione riformista per l’Italia, un’occasione che non può andare persa.

Andrea Mattiello – Segretario del Circolo PD New York

1 thought on “Walter Veltroni al Circolo PD di New York

  1. Craxi innovò più di Berlinguer (http://www.corriere.it/politica/09_luglio_15/Garibaldi_veltroni_berlinguer_b06da232-7107-11de-b1fb-00144f02aabc.shtml): secondo un noto politico italiano, “[Craxi] interpretò meglio di ogni altro uomo politico come la società italiana stava cambiando”. Nessuno ha chiesto all’Onorevole Veltroni che cosa pensasse di queste parole in libertà?

    Leggo: “Capacità di anticipare, di prevedere, di sfidare la cultura della propria comunità, per arrivare a elaborare come leader scenari d’innovazione, e portare poi di riflesso la collettività tutta a immaginare luoghi di progresso ancora da definire.” Una definizione di leader molto condivisibile. Ma è stata fatta qualche domanda su come questo pensiero si sia concretizzato, nel contributo reale del loro autore?
    Nessuna domanda sulla lungimirante scelta di far correre il PD da solo alle elezioni, facendo così scricchiolare l’alleanza di governo che stava in piedi in quel periodo (era il 2007)? Nessun riferimento alla mirabolante illusione della “vocazione maggioritaria” da parte di un partito che ha a malapena il 33% dei consensi (per la serie, “ci basta solo un 18% in più ed è fatta”: un’ingenuità che fa quasi tenerezza)? Nessuna domanda sulla geniale candidatura di Calearo alle elezioni del 2008? Nessuno ha chiesto perché non è stato proposto alcun candidato alternativo alla figura controversa di Renato Schifani, quando si trattava di eleggere il Presidente del Senato (era il 2008)? Nessuno ha chiesto a che cosa ha portato quella cocciuta voglia di “dialogare” con un figuro inaffidabile come B. (erano i tempi in cui l’unica opposizione in Parlamento era incarnata dal partito di Di Pietro)?
    Nessun riferimento al suo disarmante “tra 5 anni governeremo noi” (http://www.corriere.it/politica/08_maggio_24/veltroni_governo_ombra_pd_8b8387b8-2999-11dd-ac23-00144f02aabc.shtml) con il quale, dopo il suo disastro elettorale, ha saputo riscaldare tutti i nostri cuori? E che dire di quel serafico “dobbiamo imparare meglio a combattere”, inserito peraltro poche righe più sotto, quasi a generare un effetto così surreale che nemmeno un Corrado Guzzanti o un Achille Campanile? Frasi, oltre tutto, dichiarate in coda a una tragica campagna elettorale fondata sulla rinuncia a ogni attacco verso la sacra figura del principale esponente dello schieramento avversario?
    Nessuno gli ha chiesto dov’era quando la sinistra si dimenticava di questioni come il conflitto d’interessi e la questione morale? O se magari non poteva opporsi alla sciagurata vendita di Telecom Italia ai “Capitani coraggiosi”, o alla scalata dell’Unipol? O dov’era mentre il suo partito votava compatto a favore dell’indulto?
    E soprattutto, nessuno lo ha ringraziato per le sue pur tardive dimissioni da segretario del PD, il gesto più azzeccato che potesse fare per il bene del Paese (tanto da gettare persino un Cicchitto in profondo sconforto)? Eppure, è solo con questo semplice gesto che si è guadagnato tutto il mio rispetto.
    Teniamoci ben stretti questi geni della politica. Si potrà sempre incolpare l’infantilismo degli elettori se questi voltano le spalle al PD e scelgono M5S.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google photo

You are commenting using your Google account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s