Un circolo PD a NY? Una cosa senza senso

1150850_10201025023400414_1290943641_nUn articolo di Francesco Nigris*
Che senso ha fare un organo territoriale di un partito, che niente può dire su quello che succede nel suo territorio?
Lamentarsi del colore delle biciclette del bikesharing? Denunciare il costo del pedaggio per il GWB?  Manifestare contro l’intervento in Siria? Non si può, pena la galera a San Quentin.
D’altra parte, le notizie che abbiamo sul bel paese vengono in gran parte dal giornalista Juventino che vive a Manhattan o dall’ex Direttore di testata che vedo la domenica mattina giocare a pallone al Central Park. Ce la cantiamo e ce la suoniamo.     Serve da comitato elettorale? Non mi sembra.  Da quando c’è la legge per gli italiani all’estero mi risulta che, senza fallo, i  due deputati siano sempre stati divisi equamente tra i due schieramenti. Senza che la legge elettorale consenta che particolari sforzi o successi di propaganda permettano risultati tanto diversi.
In compenso il tesoriere del Circolo, non ha neanche la tessera del partito e i maligni dicono che non abbia neanche votato PD alle ultime elezioni. Quindi oltre che poco sensata questa operazione sembra anche che rasenti l’illegalità ai sensi dello statuto del Partito stesso.
Quindi? L’unica cosa da fare, finalmente, chiuderlo e tornare, ognuno di noi, nei salotti più o meno bene che frequentiamo a dire che l’Italia è un paese alla deriva, che il PD ha il gruppo dirigente che si merita e che con quel gruppo dirigente si merita di stare all’opposizione o al massimo in un governicchio di coalizione per i prossimi cinquanta anni.
E poi l’ultima volta che ci  sono stato, Milano era piena di zanzare e la bicicletta del bike sharing aveva le gomme sgonfie. E’,  che ci manca la mentalità…..
Eppure.
Eppure, ogni volta che nei salotti o nel tavolo vicino da Starbucks sull’angolo dell’ottava, sentiamo queste frasi, ci girano le palle. E ci viene in mente che quando alle  persone capaci viene permesso di lavorare e governare,  si scopre che Milano ha un bike sharing ben funzionante da molto prima di New York, che in fondo  in fondo, anche la lista dei candidati a sindaco di NY non è che sia cosi entusiasmante……
E allora? Allora ci si ricorda dell’invito alla riunione del Circolo del PD della nostra attivissima segretaria, ci si ricorda delle ore spese dal passato segretario per permettere a chi credeva che ne valesse la pena, di votare alle scorse primarie.
E magari a quella riunione ci si va veramente. E si scopre che a quella riunione ci sono altre persone come te, che non hanno la tessera, che parlano male del PD, ma che pensano che sia meglio credere che una speranza ci sia ancora e che valga la pena spendere talvolta il proprio tempo con qualcuno che pur amando questa meravigliosa New York, pensi che avere le radici nel paese di Cicerone ( i cui scritti vengono dati come libri di testo da NYU per chi vuole imparare a fare propaganda politica)  e Galileo, sia un plus che in qualche modo vale la pena di giocarsi.
E scopri
E scopri che a quella riunione è venuto un simpatico “ Grillino” che odia il PD ma che sa che quella è l’unica occasione che ha in città per misurare le proprie idee con chi si ricorda s dove è venuto e non ha ancora bruciato ancora le navi con cui è partito. Scopri che a quella riunione c’è anche quell’amica di Vendola, sì,  quello che ha fatto cadere l’unico governo decente dell’Italia degli ultimi vent’anni,  la senti parlare e ti dice delle cose cui non avevi pensato, che filtrate da una vita spesa all’estero le sue idee acquistano una dignità che tu non pensavi potessero avere. E scopri che il giorno delle primarie vengono a votare nel seggio del Village, insieme, come due amiche,  le figlie dei due uomini, che con i loro litigi, hanno segnato la vita di questo e del partito che questo ha contribuito a creare. E pensi agli ex comunisti che vanno alle riunioni nella sagrestia di una chiesa che ha la parola “immaculate” nel proprio nome, o agli ex democristiani che hanno partecipato al Gay pride, “ perché,  cosa c’è di male, oltre che giusto è divertente!”
E capisci.
E capisci, che il laboratorio di quel partito liquido che hai sognato e che pensavi fosse andato perso, lo hai trovato qui, sotto l’Empire State Building. Che a quel Partito che qui assume una forma quasi gassosa, in fondo non ti dispiace essere associato. Che basta una Segretaria con entusiasmo, tempo,  intelligenza e voglia di fare per far si che le piccole cosi che si fanno acquistino visibilità. Che se fai cose belle e creative anche qualche giornale comincia a parlare di te. E qualche tweet  del circolo viene retwittato da qualcuno “importante”, e la pagina Facebook, acquista like e amici. Che le cose si possono fare perché è bello, giusto e divertente, non perché al congresso cerco un posto all’Assemblea Nazionale o perché magari “salta fuori” un seggio da senatore.
Allora.
Allora magari anche il tesoriere, se si farà questo congresso, prenderà la tessera se troverà il tempo che gli impegni che richiedono l’amministrazione dei 3.24$ in cassa, lo pernotteranno. Per far si che la vocazione maggioritaria, il melting pot, la contaminazione, la professionalità e non la ricerca di impego dei propri dirigenti, elemento distintivi del nostro circolo, diventino anche gli elementi distintivi del nostro PD.
Perché’
Perché fare il Circolo del PD a New YORK, non ha molto senso. Ma, credo sia comunque meglio che non farlo, visti i risultati.
*Francesco Nigris e’ tesoriere del Circolo PD New York. Dai primi anni 90 lavora come presidente della filiale americana di una piccola azienda familiare che opera nel settore degli impianti per l’industria farmaceutica. Dal 2003, divide il suo tempo tra il verde New Jersey e Milano, dove gioca la squadra del cuore. Francesco dice quello che pensa nel modo meno diplomatico possibile, con la passione di chi ha a cuore poche cose, ma buone.

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